Tre Quadri
Restituzione del laboratorio nella Casa circondariale di Ivrea “A corpo libero”
Dimostrava il regista Kurosawa nel film Rashomon che lo stesso fatto (in quel caso lo stupro di una donna) guardato da un’angolazione o da un’altra, appare molto diverso e, per giudicarlo – quel fatto – bisognerebbe guardarlo da tutti i punti di vista. Non per essere indulgenti, ma per poter fare un’analisi complessa e, dunque, vicina al vero. La realtà è sfaccettata come il volto di una donna in un dipinto cubista di Picasso.
Lo spettacolo pone questo tema nel mondo del carcere, ma lo fa con gli strumenti dell’arte figurativa, rendendo visibile la questione della prospettiva così come fu posta nel Seicento nell’estetica barocca.
E mette in scena l’analisi di tre quadri: La ronda di notte di Rembrandt; Las meninas di Diego Velasquez; il terzo non è un’opera pittorica ma una scena (un quadro vivente) tratto da La vita è sogno di Calderon de La Barca. Lì, il piano della realtà e dell’illusione si confondono, ancora di piu’, e Sigismondo non sa bene se la realtà sia il palazzo lussuoso del padre, re di Polonia, Basilio o la cella in cui è cresciuto e che lo ha incattivito.
Rembrandt e Velasquez sono i personaggi che ci accompagnano in questo viaggio, per esplorare un nuovo punto di vista e scoprire così che la verità ha anche un altro lato. Può far bene, conoscerlo.
